CHI SONO IO?


Una storia che in gran parte non è ancora scritta: 1-6-2001 / 15-8-2018

Vediamo un po’: da dove posso cominciare? 

Evitiamo invenzioni e cominciamo… dall’inizio.

Sono nato il primo di giugno del 2001 a Locarno, sul lago Maggiore. Vivo tuttora nel comune di Gambarogno, a pochi chilometri da Locarno, con i miei genitori e mia sorella Asia, nata nel 1998.

Fin da piccolissimo ho avuto un feeling particolare con l’acqua: ho iniziato a nuotare senza sostegni qualche mese prima di compiere 3 anni, utilizzando uno stile del tutto personale che in qualche modo assomigliava al delfino.

Ciononostante, mi sono avvicinato al nuoto agonistico solo grazie al fatto che mia sorella ha iniziato a praticarlo quando aveva 8 anni; nessuno dei miei famigliari ha mai fatto parte in gioventù del mondo natatorio. Visto il mio amore per l’acqua e la mia insistenza, a 6 anni (ottobre 2007) sono entrato a fare parte della Nuoto Sport Locarno: a fine novembre ho partecipato alla mia prima gara Kids e, il 31 maggio 2008, al mio primo meeting in vasca lunga, dove ho vinto i 50 delfino nella categoria 1999 e più giovani con il tempo di 49.42… Chissà se un giorno riuscirò a percorre i 100 metri nello stesso tempo? (ih ih…).

Da quella gara a Mendrisio sono passati ormai 10 anni e… migliaia di chilometri in vasca.

Terminate le scuole elementari a Quartino (Gambarogno), ho frequentato le scuole medie a Vira e Cadenazzo. 

A settembre 2016, grazie anche ai miei risultati agonistici, ho potuto iniziare il liceo a Locarno con la formula per sportivi d’élite: questo significa che la durata del curricolo liceale sarà di 5 anni, invece del classico quadriennio, in modo da poter avere un orario settimanale un po’ meno impegnativo (massimo 25 ore settimanali) spalmando le materie sull’arco dei 5 anni. In questo modo, riesco ad allenarmi mattino e sera e ad avere tempo sufficiente per studiare. Ho la fortuna di non aver mai incontrato difficoltà a scuola, perciò, con un po’ d’organizzazione, qualche sacrificio e… qualche sollecitazione da parte dei miei genitori, riesco ad ottenere risultati soddisfacenti grazie anche, all’occorrenza, all’aiuto di mia sorella nello studio. La mia famiglia ha un ruolo importante nella mia crescita, non solo sportiva; tutti assieme cerchiamo di trovare delle risposte ai problemi che si pongono e tutti quanti fanno parte del team che mi accompagna nella mia attività natatoria.

Da settembre 2017 mi alleno 10 volte la settimana in acqua e 4 – 5 volte in palestra. Il mio allenatore, Massimo Baroffio, e il mio fisioterapista, Stefano Grosjean, sono dell’idea che non sia ancora il momento di caricare il mio fisico con pesi eccessivi e sto dunque seguendo un programma a secco molto mirato e graduale. Anche in acqua, la filosofia del mio allenatore è quella di dare più importanza alla qualità e all’intensità, piuttosto che ai chilometri e alla durata degli allenamenti; mediamente, percorro perciò solo 4-5 chilometri per allenamento, naturalmente con differenze a dipendenza del periodo della preparazione.

Più di un allenatore, vedendomi nuotare, ha sostenuto che non possiamo ancora sapere con certezza se e in quale stile potrò emergere in età adulta, ma siamo quasi certi in quale stile non diventerò un campione: la rana. In effetti, pur non seguendo ancora un programma di specializzazione estrema in uno stile, devo ammettere che la rana l’alleno unicamente in alcuni momenti, per poter gareggiare dignitosamente nei misti; d’altro canto, so perfettamente che se vorrò cimentarmi seriamente nei 200 o nei 400 misti, dovrò sforzarmi a lavorarci. Per il momento, prediligo il delfino (50, 100 e 200), senza tralasciare il dorso (100 e soprattutto 200, preferibilemente in vasca corta) e lo stile libero (200 e 400); mi piace anche la mista, dove preferisco impegnarmi nella 200, viste le mie “doti nella rana”…

Quando non sono a mollo nell’acqua clorata, e quando non devo studiare, amo svagarmi guardando film in tele o al cinema, oppure ancoltare musica; come la maggior parte dei miei coetanei, non tralascio di giocare ai videogiochi, anche se il tempo per questi svaghi è limtato. Mi piace particolarmente viaggiare, visitare città e luoghi nuovi e rilassarmi al mare o alle terme (… ci risiamo con l’acqua!). Con la mia famiglia ho visitato numerose città italiane ed europee, e molti luoghi in Italia, Francia, Egitto, Inghilterra, Scozia, Irlanda… Amo particolarmente Venezia (sarà perché è sull’acqua?), ma il mio sogno resta quello di fare un viaggio negli USA, dove spero di poter andare ad allenarmi e a frequentare l’università una volta terminato il liceo.

Essendo cresciuto in Ticino (Svizzera italiana) oltre all’italiano (che è la mia lingua madre) ho avuto la possibilità d’imparare il francese, il tedesco e l’inglese, che sto ancora perfezionando. Il tedesco è la lingua che utilizzo di più quando mi trovo con i compagni della nazionale. In realtà mi piace chiacchierare anche con i miei avversari: durante le gare internazionali ho fatto amicizia con diversi nuotatori - a cominciare dagli amici italiani, senza dimenticare russi, israeliani, inglesi e polacchi (per citarne alcuni) -  con molti dei quali resto in contatto grazie ai social e non solo. Tutte queste conoscenze le ho ampliate grazie al fatto che sono entrato a fare parte della nazionale giovanile svizzera nell’estate 2015 e da agosto 2017 sono anche nei quadri élite e in quello olimpico per Tokyo 2020. Ciò che fino a pochi anni fa era un sogno è ora divenuto un obiettivo concreto: partecipare alle olimpiadi. Nelle mie intenzioni, se riuscirò ad andare a Tokyo con la nazionale, lo vorrei comunque considerare un obiettivo intermedio nella mia crescita come atleta: sono ancora molto giovane e, come dice il mio allenatore, un nuotatore raggiunge la maturità dai 22 anni in poi.

Tornando al presente (e con i piedi per terra… ma sempre a mollo nell’acqua), so perfettamente che ora devo soprattutto restare concentrato sugli allenamenti e sulle gare internazionali a cui parteciperò con i miei compagni di nazionale, proseguendo nella mia crescita graduale. Dopo gli ottimi risultati del 2017 – un argento (100 delfino) e due bronzi (200 delfino e 200 mista) all’European Youth Olympic Festival a Györ, tre finali e un 4° posto (100 delfino) ai Campionati Europei giovanili di Netanya e la partecipazione agli Europei assoluti in vasca corta di Copenhagen (con tanto di record svizzero assoluto nei 100 delfino) - quest’anno i miei appuntamenti principali sono stati gli europei giovanili di Helsinki – dove ho raggiunto 3 finali individuali e 2 finali nelle staffette – e la partecipazione agli europei assoluti di Glasgow; ora guardo avanti verso le Olimpiadi giovanili di Buoenos Aires (previste a ottobre 2018).

I molti impegni del 2018 mi porteranno a fare una pausa di qualche settimana solo a fine ottobre, prima di iniziare la preparazione per la stagione 2019, durante la quale proverò a raggiungere in anticipo i tempi limite per Tokyo 2020.

C’è molto lavoro da fare (in piscina come a scuola), ma l’importante è provare piacere per quello che faccio: il nuoto, per me, è prima di tutto una passione. 

15.08.2018


Campione Europeo! 16-8-2018 / 15-8-2019

È passato un altro anno e un intenso periodo di allenamenti, gare, studio e tanto altro: soprattutto un anno di emozioni! 

Dopo poche settimane di scuola, a ottobre 2018 ho partecipato, come previsto, ai Giochi olimpici giovanili a Buenos Aires. Esperienza unica per il clima che si respira nel villaggio olimpico, luogo d’incontri con coetanei provenienti da ogni parte del mondo, che praticano il nuoto e soprattutto molti sport diversi dal mio. Emozione alle stelle in occasione della cerimonia d’inaugurazione, dove ho avuto l’onore di portare la bandiera della Svizzera, di fronte alle oltre 250'000 persone che si sono riversate nella via e nella piazza principale di Buenos Aires. Dal punto di vista sportivo, ho  partecipato a due finali (100 delfino e 200 mista), sfiorandone un’altra nei 200 delfino. Se da un lato, vista la concorrenza, posso certamente essere soddisfatto delle mie prestazioni, dall’altro resta il dubbio che, avendo dovuto praticamente prolungare fino a ottobre una stagione logorante e condizionata (fisicamente e mentalmente) dalla mononucleosi, le mie prestazioni in Argentina, in termini cronometrici, siano state anch’esse parzialmente influenzate da ciò. In ogni caso, fin da subito ho messo da parte qualsiasi possibile scusa, per godermi appieno l’avvenimento e per guardare avanti verso nuovi obiettivi.

La stagione, da novembre in poi, è dunque iniziata con il focus sui Campionati europei giovanili di Kazan, previsti a luglio 2019. Obiettivo dichiarato: raggiungere un podio.

Nella marcia d’avvicinamento a questo evento, le mie prestazioni cronometriche sono andate costantemente migliorando e mi hanno portato, tra l’altro, a vincere alcuni titoli svizzeri assoluti sia in vasca corta (novembre 2018), sia in vasca lunga (marzo 2019).

Anche la scuola è proseguita senza particolari problemi e ciò mi ha permesso di rimanere concentrato anche sul nuoto. 

Particolarmente gratificanti e importanti nella mia crescita di atleta sono stati i meeting internazionali di Nizza (Golden Tour Camille Muffat), di Montecarlo (Mare Nostrum) e il Settecolii di Roma, nella splendida cornice del Foro italico.

Sono così giunto carico e motivato a Kazan, dove mi sono laureato Campione europeo giovanile dei 50 delfino, nel tempo di 23.48, record del campionato e record svizzero assoluto: emozioni nuovamente al settimo cielo!

Dopo una vacanza a Mosca con la mia famiglia e la partecipazione ai campionati svizzeri giovanili, ho potuto godere del meritato riposo nella splendida isola di Lampedusa.

01.09.2019

 

La stagione del COVID-19… 16-8-2019 / 15-8 2020

Non possiamo fare altro che semplicemente prendere atto: il virus COVID-19 e la relativa pandemia hanno in poco tempo cambiato le nostre vite e continuano a farlo. Speriamo che da questa brutta situazione si possa uscire al più presto e, soprattutto, che l’umanità riesca a cogliere anche gli inevitabili insegnamenti che si possono, si devono trarre quando si affronta, superandola, una situazione di questa gravità.

Anche la mia vita, privata, sportiva e di studio, è evidentemente stata condizionata da quanto avvenuto a livello planetario. La stagione natatoria 2019-2020 è iniziata con il problema di trovarmi, mio malgrado e nell’anno olimpico, senza l’allenatore che mi ha cresciuto nella NSL. Ho deciso di reagire da subito a questa situazione e sono passato ad allenarmi al 100% con Swiss Swimming Training Base, sempre a Tenero. La mia fortuna è stata che in parte già mi allenavo con loro, in collaborazione con il mio precedente allenatore. Il passaggio è stato dunque abbastanza indolore e i risultati sono subito arrivati. Il meglio è avvenuto ai campionati europei in vasca corta di Glasgow, a inizio dicembre, dove ho sfiorato l’accesso ad una finale (200 delfino), stabilendo pure il record svizzero nei 100 delfino. Una decina di giorni dopo, ho disputato i campionati italiani open (Riccione, vasca lunga), dove ho potuto migliorare i miei tempi nelle gare che ho disputato e staccare il pass per gli europei in vasca lunga previsti a Budapest. 

Per quanto riguarda il nuoto, potrei quasi chiudere qui: dopo una buona preparazione nei mesi di gennaio e febbraio, l’avvento del COVID-19 e il conseguente lockdown hanno interrotto ogni attività natatoria e annullato tutte le manifestazioni che coincidevano con i miei obiettivi stagionali: nell’ordine, campionati svizzeri assoluti, campionato europeo a Budapest e, ciliegina sulla torta, le olimpiadi di Tokyo.

Due mesi senza toccare l’acqua della piscina, durante i quali mi sono concentrato sulla preparazione fisica a secco e sulla scuola a distanza. Due mesi di vita con la mia famiglia, quasi in clausura, durante i quali abbiamo tutti riscoperto alcuni valori; da parte mia, non ho mai smesso di guardare avanti in positivo. In questo periodo ho deciso di cominciare a contattare alcune università degli Stati Uniti, scegliendone inizialmente cinque tra le molte che mi avevano scritto, iniziando una lunga e piacevole serie di contatti in videochiamata. Alla ripresa degli allenamenti, a metà maggio, ho continuato ad approfondire questi contatti, riducendo a tre il numero delle università. 

Dopo il mese di maggio passato soprattutto a ritrovare un buon feeling con l’acqua, nel corso dell’estate, ho continuato ad allenarmi fino ad inizio agosto, quando ho trascorso una settimana di vacanza a St. Moritz, seguita da un paio di giorni in canton Appenzello. Al rientro dalla montagna, ho potuto riprendere con gli allenamenti, in attesa dell’inizio del mio ultimo anno di liceo.

Per la nuova stagione, COVID-19 permettendo, gli obiettivi rimangono gli stessi dello scorso anno: prima di tutto gli Europei di Budapest e, naturalmente, le Olimpiadi di Tokyo.

Da settembre 2021, dopo quella che spero sarà la mia prima partecipazione olimpica, ho deciso in questi giorni di iniziare una nuova avventura presso la North Carolina State University, dove intendo perseguire i miei obiettivi nel nuoto e dove frequenterò la facoltà di Economia.

31.08.2020 


Finalmente le olimpiadi! 16-8-2020 / 15-8 2021

“ Il tocco da parte di Dressel, poi Milak… C’è Minakov… e adesso bisogna davvero andare a tutta: una vasca di ritorno importante Noè, per andare a prendersi una medaglia! Non vorremmo sembrarvi blasfemi, ma qui c’è da chiamare in causa un altro personaggio biblico… Perché Noè, questo è davvero il momento di separarle, di aprirle queste acque, per andare a realizzare qualcosa d’incredibile! Il tocco da parte di Dressel, poi sii, siiii, siiiiii… Noè Ponti, la medaglia di bronzo! Una cosa pazzesca, straordinaria! Mai pensavamo che questo potesse succedere! Lui, lì, tra i delfinisti migliori al mondo…”

Era il 31 agosto 2021 e con queste parole e partecipazione emotiva, il cronista della nostra televisione Andrea Mangia (RSI), commentava in studio la vasca di ritorno della finale dei 100 metri delfino alle Olimpiadi di Tokyo 2020, assistito da un Igor Nastic, commentatore tecnico, quasi paralizzato dalla tensione e dall’emozione. La mia famiglia, e probabilmente molti altri che mi seguivano in diretta da casa nella notte svizzera, ha potuto sentire queste parole solo in seguito, nelle numerose repliche proposte alla televisione e sui social. L’emozione e il tifo durante la diretta, mi raccontano, hanno proiettato tutti in uno stato di euforia quasi surreale, tanto da non poter sentire qualsiasi commento televisivo, nemmeno quello così emozionante e autentico di Andrea. Questa medaglia è giunta al termine di una stagione che mi ha visto crescere costantemente nelle prestazioni e nelle convinzioni di poter ben figurare alle Olimpiadi tra i grandi del nuoto. 

Ma procediamo con ordine… 

Ad agosto 2020, ho ripreso gli allenamenti dopo una breve pausa estiva, con la massima determinazione possibile. I miei obiettivi stagionali a quel momento erano, come avevo pubblicato a suo tempo su questo stesso sito web, disputare almeno una finale ai Campionati europei di Budapest e disputare una finale ai giochi olimpici di Tokyo; quest’ultimo obiettivo, passava naturalmente attraverso l’ottenere i tempi di qualifica per poter volare in Giappone. A settembre ho inoltre iniziato l’ultimo anno di liceo, che mi ha portato a ottenere il diploma di maturità liceale con una media di pochissimo superiore al 5 (per chi non è svizzero, dirò che le note vanno da 1 a 6): considerate anche le numerose assenze dovute agli impegni natatori, direi che posso ritenermi più che soddisfatto dei miei risultati scolastici.

Alla fine dell’estate 2020 ho anche annunciato ufficialmente la mia scelta di proseguire gli studi alla North Carolina State University, dove mi sono iscritto alla facoltà di economia e dove avrei proseguito la mia attività natatoria con la squadra dell’università. Ritengo giusto chiarire  che a quel momento, e praticamente fino a dopo le olimpiadi di Tokyo, nessuno, alle nostre latitudini e al di fuori dei ragionamenti che ho potuto fare con la mia famiglia e il mio Team, mi ha mai chiesto il perché di tale scelta o se ne fossi veramente sicuro. Si è trattato di una decisione che ho maturato attraverso un lungo processo di approfondimento che ha coinvolto le persone a me vicine e che è passato attraverso le informazioni che ho raccolto da molta gente, svizzeri ed europei, che hanno vissuto o stanno tuttora vivendo l’esperienza americana, conciliando lo studio universitario con il nuoto di alto livello. La mia decisione è stata ponderata, tenendo conto dei pro e dei contro, approfondendo i dubbi che sono sorti anche durante il 2021. Si tratta di una scelta anche di vita, nella consapevolezza che non potevo, e non posso, essere certo che tutto vada bene. Ho ritenuto di trasferirmi negli USA per conoscere una realtà diversa, per mettermi alla prova nello studio, per migliorare in modo decisivo il mio inglese e, più in generale, per fare una nuova esperienza nel nuoto e nella vita; non vorrei mai, in futuro, provare rimpianti per non avere colto l’occasione di sperimentare la vita di studente e di sportivo in un campus universitario. A tale proposito ho sempre pensato e dichiarato come il primo anno in America rappresentasse un’occasione da non perdere; i restanti 3 anni per raggiungere il Bachelor rappresentano invece, per ora, un obiettivo verso cui tendere, che però non avrei nessun problema a modificarlo. Oggi la penso allo stesso modo: alla luce di quando vivrò qui a Raleigh e qualora si presentassero occasioni diverse o migliori, in Svizzera come all’estero, valuterò con la mia famiglia tutte le opportunità, prendendo serenamente una decisione in proposito. Per il momento, però, sono convinto e felice di quanto sto facendo: vivrò questo anno accademico e sportivo, cercando di apprendere, di migliorarmi e di godermi tutto quanto possibile, nel nuoto, nello studio, nelle relazioni umane.

Ma riprendiamo il racconto di questa fantastica stagione 2021-22. Dopo avere partecipato, in piena fase di preparazione, ai Campionati svizzeri in vasca corta, a inizio dicembre ho disputato il Rotterdam Qualification Meet: tre giorni quasi inaspettati, dove ho ottenuto i limiti per Tokyo nei 200 e nei 100 delfino, issandomi, soprattutto in quest’ultima specialità, ai vertici della classifica mondiale stagionale. Queste prestazioni mi hanno dato ulteriore consapevolezza delle mie possibilità e mi hanno aiutato a lavorare ancora più sodo per i miei obiettivi stagionali, con la tranquillità di chi ha messo in cassaforte la qualificazione per le Olimpiadi.

Dal punto di vista natatorio, la prima parte del 2021 si è svolta dunque con serenità e costante impegno, senza intoppi, passando per alcuni meeting di preparazione e per i Campionati svizzeri in vasca lunga, confermandomi ripetutamente a ottimi livelli. Sono così arrivato agli Europei di Budapest, convinto dei miei mezzi e in un più che buono stato di forma, che ho subito dimostrato alle prime occasioni in cui sono sceso in acqua in Ungheria. Malgrado le due finali nei 100 e 200 delfino (che corrispondevano a uno dei miei obiettivi stagionali), anche alla luce dei risultati di Tokyo, non posso ritenermi completamente soddisfatto di quanto ottenuto agli Europei e soprattutto della gestione dei miei impegni da parte dei vertici della nazionale, che mi hanno spinto a partecipare a molte staffette, anche molto ravvicinate alle mie gare individuali, portandomi ad un affaticamento psicofisico che ha certamente influito sulle mie prestazioni. Ciononostante, ho cercato di cogliere quanto di buono ci fosse in questa esperienza e ho subito ripreso, dopo pochi giorni di riposo, la mia preparazione per le Olimpiadi. Nel giugno di quest’anno, tra un esame e l’altro di maturità, ho proseguito gli allenamenti, partecipando al Trofeo internazionale sette colli a Roma dove, seppure in carico, ho ottenuto un paio di podi e promettenti riscontri cronometrici. Luglio è stato dedicato ad affinare la preparazione per Tokyo 2020, prima al Centro Sportivo Nazionale di Tenero (il mio campo base) e poi a Fuji, in Giappone, dove con la Nazionale abbiamo passato un periodo di scarico e di acclimatamento, prima di vivere l’incredibile avventura dei Giochi Olimpici.

Delle gare di Tokyo ho già detto all’inizio di questo scritto, per ciò che concerne il bronzo nella 100 delfino. Aggiungo solo della grande soddisfazione per il sesto posto nella 4 x 200 stile libero con i miei compagni di Nazionale (risultato storico per la Svizzera) e della buona prestazione nella 200 delfino (fuori dalla finale per un niente) dove, con il senno di poi, mi rendo conto che avrei potuto fare ancora meglio, osando un po’ di più nella semifinale. Per il resto dell’avventura olimpica e delle belle esperienze nel villaggio, vi rimando ai numerosi articoli sui giornali e sui social, nonché alle interviste radiofoniche e televisive, che sono apparsi in questi mesi e di cui, in parte, trovate i link su questo stesso sito. 

Del mio rientro in Svizzera, dei vari festeggiamenti e delle infinite attestazioni di stima ricevute da più parti, posso solo dichiararmi grato a tutti, felice di avere suscitato emozioni e pensieri positivi a molta gente in Ticino, in Svizzera e alche oltre!

E ora, guardo avanti con fiducia e determinazione verso nuovi traguardi. 

15.08.2021